Avellino
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AVELLINO

Duomo di Avellino

Popolazione circa 56800 abitanti , città circondata dai monti, tra cui il Partenio di 1486 mt. ed il Terminio di 1800 mt..

In passato veniva chiamato Abellinum. Le rovine più importanti giunte sino a noi sono l'anfiteatro, un acquedotto, le terme ed una fortezza. Nell'antichità, Avellino, che apparteneva al sannio irpino, era situata a circa 4 km. dalla città attuale.

Le opere predette appartengono al periodo della colonizzazione romana, epoca in cui Abellinum era un fiorente centro di scambi agricoli e di manufatti.

Venne conquistata dai Longobardi del ducato di Benevento. In seguito la sua storia rimase connessa con quella di Benevento.

Presa dai Bizantini, ma restituita ai longobardi di Benevento, innalzata a contea, e la testimonianza di quel processo di dissoluzione del potere centrale che si andò frazionando in piccole signorie feudali. Distrutta da Ottone I°, fu ricostruita dov'è attualmente.

Intorno all’anno mille, dominio longobardo, l'antica città fu distrutta e risorse col nome di Atripalda.

Sotto il governo di Ruggiero, Avellino diventò normanna e più tardi passa a varie famiglie alternativamente ostili o favorevoli agli Svevi.

La città dopo il susseguirsi di varie famiglie rifiorì con i principi di Avellino "i Caracciolo", che la tennero fino 1844.

Santuario della Madonna di Montevergine

I ruderi medioevali che si vedono sono quelli del castello che ospito Papa Innocenzo II, gli imperatori Lotario ed Enrico IV°, i sovrani di Napoli Angioini e Aragonesi, e Carlo VIII di Francia. Sul fianco sudorientale del Partenio, a circa 1270 mt. c'è l'abbazia di Montevergine. Qui sorgeva, nell'antichità, un tempio dove nell'antichità si ripararono dalle persecuzioni i martiri cristiani.

Verso il mille S. Guglielmo da Vercelli vi si trasferì e vi fondo una chiesetta, dedicata alla Vergine Maria: il santuario di Montevergine, del XIII secolo, venerata come la mamma schiavona; il sontuoso trono della madonna; vetri istoriati, affreschi; lo stupendo altare maggiore del presbiterio; con mosaici dai preziosi arabeschi del 600, e un coro in legno intagliato del 500. La cappella gotica del sacramento risale invece al duecento. Annesso al santuario c'è anche un interessante museo.


Curiosità da non perdere: l’appuntamento con il carnevale avellinese. La manifestazione tradizionale prende il via con l'esibizione della Zeza. I festeggiamenti carnevaleschi, di origine campana, poi rielaborati e fatti propri dalla gente irpina, si svolgono rigorosamente in costume. La storia di Zeza è un pezzo di teatro popolare, di Commedia dell'Arte: un vecchio contratto di matrimonio che ha come tema dominante la dote. L'azione è condotta da uomini che interpretano parti femminili. La prima domenica di giugno vede attiva la partecipazione al Palio della Botte. Secondo un'antica tradizione orale, nel corso Umberto 1 sembra si svolgesse una gara detta "della Botte". I rappresentanti delle varie contrade della città, si sfidano facendo rotolare una botte di circa 2 q.li, spinta da un bastone di ferro. Nel cuore dell’estate, 15 agosto, gli avellinesi dedicano un’intera festività alla Madonna che viene portata in processione per le vie della città.


Info:
Altezza: 350 m.  -  Codice Postale: 83100  -  Prefisso telefonico: 0825

Informazioni: Indirizzo del Comune: Piazza del Popolo 1/ telefono 0825/2009; fax 0825/200258

Sito webhttp://www.comune.avellino.it/
Posta elettronicaInfo@comune.avellino.it
Mercato settimanale: martedi e sabato



Come arrivare: Avellino è facilmente raggiungibile da ogni capoluogo attraverso le seguenti vie d'accesso: autostrada Napoli (km. 41) - Bari (km. 209); la superstrada Salerno - Avellino (km. 34); statale 90 Benevento - Avellino (km.32); Foggia - Avellino (km. 110)


testo tratto da http://www.irpinianews.it/Comuni/?comune=8

foto da http://www.casasasso7.it/avellino.htm

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Up to date:07/10/2017

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