Sulla terra c’è la Porta dell’Inferno e brucia senza sosta dal 1971: dove vi trova e perchè fa paura

Anche gli Inferi hanno il loro ingresso e la sua vista è davvero impressionante. Ecco di che cosa si tratta.

Ci sono luoghi naturali che fanno paura, crateri di vulcani attivi, distese di ghiaccio spazzate dal vento, paludi inestricabili e letali. Ma in qualche modo l’uomo ha sempre esplorato questi angoli del pianeta, superando timori e imprevisti. Anzi la loro natura impervia e misteriosa ha sempre attirato la curiosità e lo spirito d’avventura di esploratori e viaggiatori.

Esiste una porta dell'Inferno che brucia dal 1971
Ecco dove si trova la porta dell’Inferno che brucia senza sosta dal 1971 (Ttiviaggi.it)

Con il trascorrere del tempo poi, questi angoli nascosti della natura sono diventati sempre meno, con il pianeta sempre più piccolo. Restano forse gli abissi degli oceani, qualche valle nascosta nelle foreste equatoriali. Eppure recentemente, solo nel 1971, un luogo che sembra arrivato direttamente da un altro mondo è improvvisamente comparso, lasciando tutti senza parole.

Le porte dell’inferno ci sono veramente, ecco dove

Da più di 50 anni un cratere brucia ininterrottamente al centro del deserto del Karakum, in Turkmenistan. È il cratere Darvaza con una storia che ha dell’incredibile. Prima osservazione da fare quest’enorme cratere ardente non è una formazione geologica e non ha nulla a che fare con vulcani e magma incandescente.

cratere ardente nel deserto
Darvaza, l’ingresso degli inferi – ttiviaggi.it

La vicenda inizia nel 1971, quando la zona faceva parte dell’Unione Sovietica e si pensava fosse ricca di giacimenti di petrolio. Si cominciò quindi a scavare in profondità nell’area di Darvaza con enormi e pesantissime trivelle. Ma evidentemente erano stati fatti degli errori. Sotto terra non si trovava petrolio, ma un’enorme bolla di gas naturale, appena sotto la superficie terrestre.

I macchinari erano troppo pesanti e provocarono un crollo disastroso di quella porzione di deserto. Si aprì così una grande voragine del diametro di oltre 70 metri e profonda più di 20. Questo cratere ha dato via a una serie di crolli nella zona circostante, aprendo altre voragini e  buche dalle quali fuoriusciva il gas naturale.

Si trattava di un vero disastro ambientale, con il metano che comprometteva la qualità dell’aria di tutta la regione. I danni erano gravissimi sia per l’ambiente che per gli abitanti. La soluzione trovata fu peggiore del crollo: dare fuoco al gas, sperando che fiamme lo avrebbero consumato in breve tempo. Fu una previsione del tutto errata.

Il cratere Darvaza continua a briciare da più di 50 anni e se da un lato regala un incredibile spettacolo fiammeggiante, dall’altro compromette gravemente  la salute degli abitanti e le condizioni ambientali di tutta la regione. Gli attuali governanti del Turkmenistan, preso atto della gravità della situazione, hanno ribadito la volontà di risolvere una volta per tutte il problema. Speriamo senza altri errori di calcolo questa volta.

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