Hai mai scoperto perché le conchiglie hanno quel foro? Sveliamo questo mistero

Passeggiando sulla spiaggia, ti capita di imbatterti in conchiglie particolari? Sono custodi di un segreto antico e affascinante

conchiglie
conchiglie – ttiviaggi.it

Le conchiglie non sono belle solo da ammirare, sono davvero piccole opere d’arte. Quando siamo piccoli veniamo affascinati da queste piccole creazioni con un buchetto, e spesso molti bambini ci realizzano delle collane o braccialetti. Se ti sei sempre chiesto come mai ci fosse quel buco, ma ancora non hai avuto una risposta, questo è il momento di mettere a tacere questo dubbio.

Un meccanismo ingegnoso

Chi è l’artista dietro queste incisioni e perché riescono a fare questi fori così precisi? Ti sarà capitato di chiedertelo ogni volta che hai visto una conchiglia sulla spiaggia. Ma poi immagino che preso da altri mille pensieri ti sei dimenticato di andare a scoprire il perché di questi fori.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta di un semplice gioco della natura o di un capriccio del mare, come verrebbe logico da pensare. Questi fori sono il risultato di una predazione, opera di piccoli molluschi Gasteropodi noti come ‘Natiche’, abili cacciatori che si nascondono sotto le apparenze di innocue chioccioline.

Immaginati una delicata chiocciolina rosa o a puntini che divora una tellina viva! Sembra incredibile, ma è proprio così. Con la sua “lingua dentata”, il Gasteropode perfora la conchiglia della preda, raggiungendola e cibandosi di essa anche se ancora in vita.

gasteropode
gasteropode – ttiviaggi.it

Dietro le quinte dei predatori insospettabili

Ho sempre immaginato che quei piccoli buchi venissero fatti dopo la morte della tellina, e invece sono rimasta scioccata dal sapere che non è così! Ma come fanno le “Natiche” a compiere un’impresa del genere? Il loro segreto sta in un meccanismo di predazione davvero preciso.

Innanzitutto, il Gasteropode individua la bivalve infossata nella sabbia e la immobilizza con il suo piede e secrezioni chimiche. Poi, inizia a cercare il punto più adatto per la perforazione, raschiando la conchiglia con i suoi “denti” in un movimento ad arco. Una volta individuato il punto giusto, il Gasteropode si prende una pausa di circa 3-5 minuti. In questo lasso di tempo, un organo speciale chiamato ghiandola perforatrice secerne una sostanza in grado di sciogliere il carbonato di calcio della conchiglia.

Il Gasteropode riprende a raschiare, alternando sempre il suo lavoro con quello della ghiandola perforatrice. Questo processo può durare anche più di 60 ore! Non appena il foro è completato, il predatore inizia a divorare la sua preda, ormai inerme e indifesa. Un pasto che gli garantirà nutrimento per i successivi 5-14 giorni. Ogni foro racconta una storia di vita e di morte, di predazione e sopravvivenza. E ci ricorda che la natura è piena di sorprese e di misteri affascinanti, anche dove meno ce li aspettiamo.

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